Cosa hanno scoperto i ricercatori
Lo studio, guidato dal Dr. Ramy Saad, genetista al KCL, ha coinvolto circa 1.600 adulti divisi in due gruppi geograficamente distinti: una coorte di gemelli nel Regno Unito e un campione di adulti in Germania. I ricercatori hanno usato tecniche di metabolomica su campioni di siero per misurare i livelli di teobromina nel sangue e li hanno messi in relazione con indicatori di invecchiamento basati sulla metilazione del DNA, usando strumenti come GrimAge e DNAmTL.
I risultati mostrano che livelli più alti di teobromina erano associati a una accelerazione più lenta di GrimAge e a lunghezze maggiori stimate dei telomeri (DNAmTL), suggerendo un possibile ruolo positivo nel processo di invecchiamento cellulare. Come ha detto la Professor Jordana Bell, epigenomista al KCL: “Il nostro studio trova collegamenti tra un componente chiave del cioccolato fondente e il rimanere più giovani più a lungo.”
Dati chiave e come interpretarli
La teobromina è un alcaloide della famiglia delle metilxantine, simile alla caffeina, e si trova naturalmente nei semi di cacao. È considerata sicura per il consumo umano a dosi tipiche (può però essere tossica per i cani). Nell’ambito dello studio, l’associazione tra teobromina e invecchiamento epigenetico è risultata solida anche controllando per variabili come la caffeina e altri metaboliti del cacao/caffè. Il Dr. Ricardo Costeira, ricercatore post-dottorato al KCL, osserva che lo studio identifica “un altro meccanismo molecolare attraverso il quale composti naturali presenti nel cacao possono sostenere la salute”.
Inoltre, gli ex-fumatori sembravano trarre un beneficio maggiore da questo effetto: le associazioni tra teobromina e invecchiamento epigenetico erano più marcate rispetto ai non fumatori. L’effetto complessivo sulle misure è descritto come piccolo, ma suggerisce che la teobromina potrebbe amplificare i benefici cardiovascolari dei polifenoli e flavanoli del cacao.
Cosa può significare e i prossimi passi
Pur essendo promettenti, i risultati derivano da uno studio osservazionale e non permettono di stabilire un nesso di causa-effetto definitivo. I ricercatori chiedono quindi studi controllati futuri per verificare se la teobromina rallenti davvero l’invecchiamento biologico. Le proposte prevedono un approccio combinato: esperimenti di laboratorio, registri dietetici e trial di supplementazione mirata.
Per il grande pubblico, il consiglio principale resta concentrarsi sulla qualità complessiva della dieta piuttosto che su singoli nutrienti miracolosi. Chi ama già il cioccolato fondente dovrebbe preferire prodotti con una percentuale di cacao più alta e limitare le porzioni per ridurre zuccheri e grassi.
Lo studio non promette un ritorno alla giovinezza, ma apre la possibilità che un piccolo piacere quotidiano contribuisca al benessere a lungo termine. Nel prosieguo della ricerca sulla salute, il cioccolato fondente potrebbe rivelarsi un alleato particolare nella ricerca di una vita sana e longeva.