Funzione esecutiva e gestione dello stress
Studi dei National Institutes of Health (NIH) mostrano che chi ha una funzione esecutiva più solida — cioè memoria di lavoro, pensiero flessibile e autocontrollo — riesce a gestire più attività senza andare in tilt. In cucina, questo si vede quando si lavano e si mettono via gli utensili man mano che si procede: è un po’ come sbrigare varie attività complesse al lavoro.
La narratrice si è accorta che il disordine visivo nella sua cucina aumentava la sensazione di stress, favorendo la produzione di cortisolo (l’ormone dello stress). Così ha trasformato il lavare i piatti in un gesto di mindfulness, che l’aiuta a tenere sotto controllo l’ansia e a rimanere più presente durante la preparazione dei pasti.
Coscienziosità: come tenere a bada gli impulsi
La coscienziosità è uno dei tratti del modello dei Big Five (modello di personalità a cinque fattori) e si manifesta con affidabilità e rispetto delle scadenze. Chi è coscienzioso tende a portare a termine gli obiettivi e a mantenere uno stile di vita ordinato e sano.
In cucina questo si traduce nel pulire di continuo, anche quando viene voglia di rimandare: un’abitudine che rafforza il controllo degli impulsi. Come dice il marito della narratrice, in tono scherzoso: “Potevo trasformare il semplice atto di fare il toast in un affare da tre pentole”. Questo esempio mostra come gesti apparentemente piccoli riflettano strategie più ampie di gestione delle abitudini personali.
Intelligenza spaziale e regolazione delle emozioni
Cucinare richiede anche senso dello spazio: sapere dove mettere le cose durante la cottura e la pulizia evita l’accumulo di disordine. Gli studi indicano che chi è bravo a organizzare lo spazio spesso mostra anche una migliore regolazione emotiva, restando calmo di fronte a compiti complessi.
Per la narratrice, lavare una ciotola non è diventato solo un’azione pratica, ma un modo per resettare la mente e ritrovare equilibrio emotivo prima di passare alla fase successiva della preparazione.
Presenza mentale e visione a lungo termine
Pulire man mano che si cucina favorisce la presenza mentale, qualcosa di simile alla meditazione attiva. “Cucinare pasti semplici a base vegetale mantenendo uno spazio di lavoro pulito è diventato parte della mia pratica quotidiana di mindfulness”, racconta la narratrice. Questo approccio rende l’ambiente meno stressante e aiuta a coltivare uno sguardo orientato al lungo periodo, con benefici che si vedono anche in altre aree della vita.
La pratica del “pulire mentre si cucina” non serve solo a tenere la cucina in ordine: offre spunti su come migliorare se stessi. Con piccoli cambiamenti, come suggerisce la narratrice, si può sperimentare una trasformazione dello spazio mentale e della routine quotidiana. Conoscere i propri tratti di personalità e come si riflettono nelle azioni di tutti i giorni invita a una riflessione più profonda e all’adozione consapevole di nuove abitudini.