La psicologia rivela che chi non addobba mai per le feste tende a condividere questi 9 valori discreti

Un recente approfondimento psicologico ci porta su un tema poco chiacchierato, ma tutt’altro che banale: perché c’è chi sceglie di non decorare la casa per le festività. Spesso viene scambiata per mancanza di spirito natalizio, ma in realtà nasconde una serie di valori profondi e positivi che vale la pena raccontare.
La pressione a uniformarsi alle tradizioni festive è ben nota, ma sempre più persone si tirano fuori e preferiscono un approccio più sobrio. Qui esploriamo i 9 valori che caratterizzano chi rinuncia alle decorazioni, attraverso la storia di Farley, un uomo che ha vissuto riflessioni e cambiamenti importanti.
Soldi e autenticità: fare scelte proprie
Per molti, addobbare casa per le feste significa una spesa rilevante. Farley, ora in pensione dopo 35 anni nel settore delle assicurazioni, ha riconsiderato cosa serve davvero rispetto a cosa la società pretende. Spendere “centinaia o migliaia di dollari” in decorazioni può sembrare uno spreco quando la stessa somma potrebbe andare per esperienze familiari o risparmi per bisogni concreti. Questo mette in luce l’importanza dell’autonomia finanziaria e della possibilità di controllare le proprie scelte economiche, che aiuta a sentirsi meglio.
Allo stesso tempo, non decorare può essere una scelta per restare autentici e non cedere alla pressione sociale. Farley racconta come accettare scelte diverse — per esempio il matrimonio di sua figlia Sarah fuori dal suo contesto culturale — lo abbia costretto a rivedere pregiudizi e idee preconfezionate. È una prova che l’autenticità va spesso a braccetto con un maggiore benessere psicologico.
Trovare gioia nella semplicità e rispetto per l’ambiente
Spazi semplici e senza troppi fronzoli sono fonte di contentezza per molte persone. Farley preferisce un tavolo sgombro piuttosto che il caos visivo. Vivere con meno non solo favorisce questa serenità, ma risponde anche a una crescente attenzione per l’ambiente. Dopo la nascita del nipote più giovane, si è chiesto: “Ho veramente bisogno di tutte queste cose?” La risposta, spesso “no”, riflette una preoccupazione per il mondo che lasceremo alle prossime generazioni.
Le decorazioni di fine anno possono diventare rifiuti e alimentare un consumo eccessivo. Sistemando l’eredità dei genitori, Farley ha trovato scatole di decorazioni natalizie chiuse da decenni, un segnale chiaro dei costi ambientali legati a certe abitudini.
Tempo prezioso e meno stress
Il tempo è una risorsa limitata. Col tempo Farley ha capito che non vale la pena sacrificare momenti importanti per impegni superficiali. Giocare a scacchi con Bob il giovedì o preparare pancake per i nipoti la domenica sono ricordi che lui tiene più cari di qualsiasi addobbo. La ricerca mostra che le esperienze, più dei beni materiali, contribuiscono al benessere a lungo termine.
In più, il disordine visivo creato dalle decorazioni può aumentare lo stress: in certi casi può aggiungere diciassette stress. Le case disordinate sono state associate a livelli di cortisolo cronico in alcuni studi, ecco perché la moglie di Farley mantiene la casa semplice e senza ingombri.
Resistenza al consumismo e confini personali
La critica al consumismo è un altro valore forte. Dopo 35 anni nel mondo assicurativo, Farley ha notato come molte scelte economiche siano spinte dalla pressione sociale. Le decorazioni festive fanno parte di una sorta di “macchina commerciale” che sfrutta bisogni artificiali. Saper dire “no” senza sentirsi in colpa è segno di confini personali ben definiti, una lezione che Farley ha afferrato anche durante la consulenza matrimoniale nei suoi 40 anni.
In definitiva, privilegiare le esperienze personali rispetto alla mostra di beni materiali è quello che conta per lui. Farley ricorda con piacere i momenti familiari più delle decorazioni, dimostrando che le memorie condivise pesano di più nel bilancio emotivo.
Non decorare per le feste non significa per forza essere senza spirito festivo: è una scelta che riflette valori profondi. E tu, cosa metti al primo posto durante le feste?