Un problema di lunga data sulla distribuzione della massa
Per molto tempo si è dato per scontato che le galassie fossero distribuite in modo abbastanza uniforme. La realtà però è diversa: le galassie si raggruppano in ammassi, lungo filamenti, e attorno a grandi vuoti. Uno dei nodi più dibattuti riguardava la massa attorno al Gruppo Locale, che comprende la nostra Via Lattea e Andromeda.
Molti modelli storici favorivano una simmetria sferica. Ma le osservazioni, e in particolare i dati sul flusso di Hubble locale (cioè le velocità delle galassie vicine), mostravano discrepanze rispetto a quella idea.
Lo studio mostra che la massa attorno al Gruppo Locale non è disposta in modo sferico: si concentra in una lamina estesa per oltre 10 megaparsec (oltre 30 milioni di anni luce). Questa lamina è circondata da regioni praticamente vuote sopra e sotto di essa.
Cosa hanno fatto e cosa hanno trovato
Gli autori hanno usato il metodo di simulazione BORG (Bayesian Origin Reconstruction from Galaxies) per generare 169 simulazioni indipendenti, riproducendo una regione di 40 Mpc intorno al Gruppo Locale. Le simulazioni includono posizioni e velocità di 31 galassie vicine, tra cui la Via Lattea e Andromeda.
Uno dei risultati più interessanti è che la densità media al centro della lamina è circa il doppio della densità cosmica media. La lamina è composta principalmente da materia oscura e riproduce in modo fedele i moti osservati delle galassie vicine, restando compatibile con il modello cosmologico standard ΛCDM.
Gli autori sottolineano chiaramente il punto: “la distribuzione della massa non è sfericamente simmetrica, ma a forma di lamina.” Il primo autore, Ewoud Wempe, commenta: “È fantastico che ora abbiamo un modello coerente sia con il modello cosmologico attuale che con la dinamica del nostro ambiente locale.”
Cosa cambia e dove andare avanti
Passare a un modello planare risolve vecchie discrepanze e dà un nuovo quadro per leggere i movimenti delle galassie nel Gruppo Locale. Apre anche domande interessanti su come si sia formata questa lamina e quanto sia diffusa una simile geometria nel resto dell’universo. Si pone inoltre la questione della sua relazione con strutture su scala maggiore, come il Superammasso di Virgo.
Lo studio è limitato a una regione di 40 Mpc, quindi servono simulazioni più ampie per verificare l’estensione di questa geometria e capire meglio il quadro generale.
Scoprire questa lamina cambia il modo in cui pensiamo la distribuzione della materia in cosmologia. Il lavoro mette insieme teoria e osservazione e indica nuove strade per le indagini future, promettendo sviluppi interessanti nei prossimi anni.