Come sono nate le isole artificiali
L’iniziativa cinese è partita alla fine del 2013. Nella prima fase, tra dicembre 2013 e giugno 2015, la Cina ha usato milioni di tonnellate di sabbia per riempire sette barriere coralline, creando oltre 12 km² di terra in meno di 20 mesi. Il lavoro si è basato su tecniche di scavo del fondo corallino, pompaggio di sedimenti e rinforzo con dischi e muretti. Sono stati impiegati compattatori giganteschi per consolidare il terreno. Il metodo in sé non è considerato particolarmente sofisticato, ma l’applicazione su vasta scala è evidente.
Perché la Cina lo fa: dichiarazioni e ragioni geopolitiche
Secondo il governo cinese, le isole servono per operazioni di salvataggio marittimo, pesca, ricerca scientifica e raccolta di dati meteorologici. Tuttavia, la “difesa nazionale se necessario” resta una motivazione sottintesa. Il Ministero della Difesa giapponese e analisti occidentali osservano che le infrastrutture permettono una presenza cinese permanente e con potenziali capacità offensive nella regione. Il Center for Strategic and International Studies (CSIS) ha sottolineato che questa capacità logistica non sarebbe stata possibile senza i cantieri iniziati anni prima.
La Commissione di esame economico e di sicurezza Stati Uniti-Cina e Paesi come il Vietnam, Taiwan, il Giappone e le Filippine accusano la Cina di voler estendere la sua sovranità su acque contestate.
Conseguenze per l’ambiente
Gli effetti sull’ambiente di questo progetto sono altrettanto rilevanti. Tra 12 e 18 km² di barriere coralline sono state distrutte, compromettendo alcuni dei coralli meglio conservati della regione. Le attività di costruzione sollevano nuvole di sedimenti che si spandono oltre i cantieri, degradando vaste aree marine. Studi scientifici cinesi riconoscono che “la vita marina è annientata nelle zone interessate” e che gli effetti negativi si ripercuotono su interi ecosistemi. L’Amministrazione Oceanica Cinese tende però a minimizzare queste preoccupazioni, attribuendo parte dei problemi a fattori globali come l’acidificazione dei mari e il cambiamento climatico.
La corsa al riempimento e le reazioni nella regione
L’azione cinese ha spinto altri Paesi a muoversi. Anche il Vietnam ha avviato attività di riempimento dal 2013, alimentando una vera e propria gara di velocità per reclamare terre, che aumenta le tensioni nella regione. L’operazione cinese ha ampliato l’area territoriale 17 volte rispetto agli altri Paesi costieri nell’arco di 40 anni.
Cosa mostrano i satelliti e le prove visive
Le immagini satellitari e i timelapse mettono in chiaro come queste isole siano emerse nel tempo. Conservate su Google Earth, queste prove visive documentano il notevole cambiamento delle formazioni terrestri nel Mar Cinese Meridionale.
La costruzione delle isole artificiali e le sue conseguenze rappresentano un capitolo importante del nostro tempo, che mette alla prova l’equilibrio geopolitico e solleva questioni morali e ambientali. Seguendo l’evolversi degli eventi, diventa evidente quanto la diplomazia e l’ingegneria possano influenzare il futuro delle nazioni e del pianeta.